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| | L’Italia è fatta, la Francia anche | | Il 1° aprile 1860 Vittorio Emanuele II indirizzò alle popolazioni della Savoia e di Nizza un proclama che annunciava il passaggio di questi territori alla Francia.
"Un trattato concluso il 24 marzo stabilisce che la riunione della Savoia e di Nizza alla Francia avrà luogo colla adesione delle popolazioni e la sanzione del Parlamento.
Per quanto siami penoso di separarmi da province che hanno per sì lungo tempo fatto parte degli Stati de’ miei antenati, e alle quali si attaccano tante reminiscenze, io ho dovuto considerare, che i cangiamenti territoriali, originati dalla guerra in Italia, giustificherebbero la domanda, che il mio augusto alleato l’imperatore Napoleone mi ha indirizzato per ottenere questa riunione.
Io ho dovuto inoltre tener conto dei servigî immensi che la Francia ha resi all’Italia, dei sacrifizî che essa ha fatto nell’interesse della sua indipendenza, dei vincoli che le battaglie e i trattati hanno formato tra i due paesi. (...) Io non ho potuto dimenticare infine, che le grandi affinità di razza, di linguaggio e di costumi rendono codeste relazioni ognor più intime e naturali.
Tuttavia un simile grande cangiamento nella sorte di codeste provincie non potrebbe esservi imposto; esso dev’essere il risultato del libero vostro consentimento. Questa è la mia ferma volontà, e tale è pur anche l’intenzione dell’Imperatore dei Francesi..."
Torino, 1° aprile 1860.
Vittorio Emmanuele
Nello stesso mese di aprile, i plebisciti si svolsero regolarmente e diedero i previsti risultati: le percentuali di adesione superarono il 99%.
Evento musicale 18 settembre 2010 - Castello dei Duchi di Savoia
'Chacun Savoie' propone di riunire ai piedi del Castello dei Duchi di Savoia, il più gran numero di complessi musicali e corali del dipartimento (1860 musicisti sarebbe il numero idoneo!) ... come un’onda di trasmettitori sonori venuta dalle cime e dalle valli circostanti. Ogni complesso comincerà a suonare ‘a casa’, nel proprio comune. Ad un determinato orario, il complesso giungerà in treno o in autobus la Capitale Storica della Savoia suonando lungo l’intero tragitto.
Da tutti questi repertori (tradizioni locali, influenze italiane o colori più distanti), che gradiremo ascoltare e gustare individualmente al loro passaggio, nascerà tramite l’udito collettivo un’allegra cacofonia ancora presente in alcuni grandi mercati popolari. Un segnale anticipatamente determinato creerà un improvviso silenzio di tutti gli interpreti e il Carillon del Castello saprà farsi sentire. Sarà pertanto facile mettere tutti i musicisti a tale diapason (o darne almeno l’impressione).
Due Giganti di 5 metri, che possiamo per adesso chiamare Francia e Savoia, convergeranno allora cantando e ballando verso il Castello dei Duchi di Savoia. Il raduno di tutti, musicisti e cantanti, intorno ad uno stesso brano appositamente composto da Jean Pacalet, intorno ai giganti e intorno a questo luogo emblematico permetterà di dar vita a un finale durante il quale le immagini e i simboli presentati celebreranno le ricchezze del fare insieme, del ravvicinamento di culture confinanti.
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